Saggio di Repertorio

dei ritrovamenti di monete altomedievale (489–1002),
vandala, ostrogota, bizantina, longobarda e islamica

in Italia Peninsulare e Insulare,

con Corsica (Francia), il Cantone del Ticino (Svizzera) e Istria Croata

 

A cura di Ermanno A. Arslan (Milano)

Hanno collaborato con schede e segnalazioni:
S. Abram, E.A. Arslan, F. Barello, L. Bertino, B. Callegher, E. Cavada, L. Colombetti, G. Fea, M. Galasso, F. Marazzi, A.L. Morelli, M. Munzi, G. Murialdo, L. Petacco, C. Poggi, A. Rovelli, A. Ruga, M. Tirelli, A. Travaglini, L. Travaini, F.M. Vanni

 

aggiornato al

1.12.2004

 

Repertorio

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Introduzione

 

Nel Saggio di Repertorio i materiali sono indicati ordinati per Regione amministrativa italiana attuale, con l’esclusione della Sicilia e della Sardegna e l’aggiunta del Cantone di Ticino e di Istria Croata. Sono esclusi altri territori geograficamente italiani ma dipendenti da altri governi. Sono state prese in considerazione le monete dei Vandali, a nome di Odoacre, di Ostrogoti, di Bizantini, di Longobardi, in generale “barbarici”. Si accenna anche ai materiali arabi e anglosassoni. Non sono inseriti i materiali di Zenone, se non quando chiaramente “barbarizzati”. Le emissioni carolinge e successive vengono segnalate solo limitatamente a quelle auree di Carlo Magno.

Non sono indicati i materiali romano-imperiali presenti nei corredi funerari altomedievali, sia completi, che forati, così come la moneta non altomedievale montata come gioiello nell’altomedioevo, se non in qualche caso. Vengono episodicamente citati, quando sono stati individuati, i Minimi con Croce in ghirlanda, per i quali è stata proposta anche l’emissione nel VI secolo.

La moneta con legende in cufico è stata citata solo quando riconosciuta di emissione araba e quando è stat riconosciuta come tale in bibliografia, alla quale ci si affida, in questo come in molti altri casi, per le traslitterazioni.

Per alcuni ambiti territoriali - come per la Sicilia - la raccolta della documentazione è da considerarsi preliminare e richiederà l’intervento di colleghi che operino sul posto.

I materiali museizzati senza precise indicazioni di provenienza sono stati, quando possibile, indicati genericamente, rimandando ad eventuali cataloghi. In qualche caso sono stati elencati con maggiore attenzione, in quanto la provenienza dal territorio sembrava molto probabile.

Le lacune di informazione appaiono frequentemente macroscopiche. In molti siti infatti  - anche di primaria importanza - sono stati effettuati scavi o ritrovamenti senza che le monete recuperate siano state isolate, o restaurate, o segnalate. In altri siti i materiali numismatici sono in studio e non ancora noti. Oppure, anche se noti a chi scrive, sono stati omessi in quanto in pubblicazione da parte di altri.

I materiali sono stati classificati facendo riferimento per gli Ostrogoti ad ARSLAN 1989, che appare a chi scrive la griglia catalogica più adatta alle proprie esigenze (per le tabelle di raffronto con MIB cfr. ARSLAN 1989, pp.59-64), per i Bizantini a DOC o a MORRISSON 1970. Talvolta vengono utilizzati SPAHR 1976 e MIB. Più raramente CNI e SABATIER 1862. Gran parte delle classificazioni sono proposte da autori diversi da chi gestisce questa banca dati e sono state riportate senza interventi di normalizzazione, nell’impossibilità dell’esame autoptico dei materiali.

In pochi casi è stata abbozzata una descrizione degli esemplari. Eventuali discrepanze tra le valutazioni degli autori sono sviluppate in nota.

Nelle descrizioni riportate di seconda mano sono sempre possibili errori, anche macroscopici, di altri autori. Errori, o ingenuità, sono presenti anche nelle descrizioni di chi scrive, che raccoglie la documentazione da circa trent’anni, con criteri che si sono affinati nel tempo, ma che inizialmente erano spesso imprecisi.

Quasi sempre non è stato possibile verificare la bibliografia che si cita. Sono quindi possibili errori, sia nella trascrizione da altri testi, che oscurità nelle abbreviazioni, specie delle Riviste. Si è preferito comunque mantenere le citazioni.

Specie nei siti urbani, con documentazione ricca ed articolata, la sequenza di analisi parziali senza interventi catalogici complessivi ha portato ad elenchi di scarsa affidabilità, incompleti e, soprattutto, con duplicazione o moltiplicazione degli esemplari (cfr. Luni). In altri casi il sistema di citazione dei ritrovamenti ha assunto tale complessità da costringere chi scrive ad invitare ad una analisi diretta della bibliografia e dei materiali, senza sopravvalutare un tramite quale quello proposto in questa sede (cfr.Aquileia, Roma stessa).

Sono disponibili ottimi repertori a stampa di ritrovamenti per molte nazioni estere, con segnalazione talvolta anche molto aggiornata degli esemplari di zecca italiana, ostrogota, longobarda, bizantina. Segnalo, per la Francia, LAFAURIE J., PILET-LEMIÈRE J.2003, Monnaies du Haut Moyen Âge découvertes en France (Ve-VIIIe siècle), Cahiers Ernest-Babelon 8, Paris; per la Germania e altri paesi, oltre al sempre utile WERNER J.1935, Münzdatierten Austrasische Grabfunde, Berlin-Leipzig, la fondamentale collana dei Fundmünzen (Die Fundmünzen der römischen Zeit in Deutschland; DieFundmünzen der römischen Zeit in Oesterreich; Die Fundmünzen der römischen Zeit in Kroatien; Die Fundmünzen der römischen Zeit in Slowenien; Die Fundmünzen der römischen Zeit in Luxembourg; Die Fundmünzen der römischen Zeit in den Niederlanden; Die Fundmünzen der römischen Zeit in Ungarn); per la Svizzera GEIGER H.U.1979, Die Merowingischen Münzen in der Schweiz, RSN, 58, pp. 83-178, con il recentissimo DIAZ TABERNERO 2003, Langobardische Münzen in der Schweiz: Zwei Neufunde, Schweizer Münzblätter 53, No. 211, pp. 54-57; per i paesi dell’ex-Jugoslavia DEMO Z.1994, Ostrogothic Coinage from Collections in Croatia, Slovenia and Bosnia & Herzegovina, Ljubljana. Per l’Italia si ha la serie, molto avanzata, dei Ritrovamenti monetali di età romana nel Veneto, con, per la Lombardia, il solo volume di Sondrio, dei Ritrovamenti monetali di età romana in Lombardia.

Si invita ad utilizzare tutti questi testi con grande prudenza, sia per la costante presenza di vecchie letture incomplete o scorrette, riportate (giustamente) dai compilatori, sia per la spesso imperfetta conoscenza all’estero della monetazione delle zecche altomedievali italiane.

Il repertorio non è una schedatura scientifica di esemplari monetali, ma un sussidio bibliografico alla ricerca. Esso è incompleto e propone solo le citazioni raccolte da chi scrive, o a lui inviate da colleghi con l’autorizzazione alla segnalazione, mediante spogli bibliografici, verifiche autoptiche, letture di documentazioni di scavo. I dati proposti (tipi e consistenza dei materiali, datazione, schedatura ecc.) sono, e saranno, quindi quasi sempre incompleti, anche se vengono di continuo implementati, corretti e completati.

Chi desiderasse acquisire questo repertorio aggiornato può richiederlo ai seguenti indirizzi: erarslan@tin.it o CISAM@CISAM.org

Chi desiderasse implementarlo, con nuovi dati, nuova bibliografia, correzioni, ecc., può rivolgersi ai medesimi indirizzi. Le segnalazioni affidabili verranno inserite nel repertorio con l’indicazione dell’estensore e la data.

 

La frequenza dei ritrovamenti di Folles bizantini anonimi ha suggerito di indicarne preliminarmente i riferimenti bibliografici principali:

 

Cl.A1 = DOC III, 2, Class A1, pp.648-649, A1.1-A1.14 (970-976?); MORRISSON 1970, 41/Cp/AE/01-30 (971-976)

Cl.A2 = DOC III, 2, Class A2, pp.649-675, A2.1.1-A2.52.6 (976?-1030/35); MORRISSON 1970, 41/Cp/AE/31-65 (976-1025)

Cl.B = DOC III, 2, Class B1, pp.676-671, B1-Bb.5 (1030/35-1042?); MORRISSON 1970, 41/Cp/AE/67-85 (1028-1034)

Cl.C = DOC III, 2, Class C, pp.681-684, C1-C48 (1042?-1050); MORRISSON 1970, 41/Cp/AE/86-106 (1034-1041); WROTH 1908 (1055-1056: Teodora)

Cl.D = DOC III, 2, Class D, pp.685-687, D.1-D.34 (1050 ca.-1060 ca.); MORRISSON 1970, 41/Cp/AE/107-119 (1042-1055)

Cl.E = DOC III, 2, Class E, pp.688-689, E.1-Ea (1060 ca.); MORRISSON 1970, 41/Cp/AE/120-122 (1057-1059)

Cl.F = DOC III, 2, Class F, pp.690-691, F.1-F.15 (1060 ca.-1065 ca.); MORRISSON 1970, 41/Cp/AE/123 (1059-1067)

Cl.G = DOC III, 2, Class G, pp.692-694, G.1-G.28 (1065 ca.-1070 ca.); MORRISSON 1970, 41/Cp/AE/124-148 (1067-1071)

Cl.H = DOC III, 2, Class H (1070 ca.-1075 ca.); MORRISSON 1970, 41/Cp/AE/149-151 (1071-1078)

Cl.I = DOC III, 2, Class I, pp.696-699, I.1-I.64 (1075 ca.-1080 ca.); MORRISSON 1970, 41/Cp/AE/152-190 (1078-1081)

Cl.J = DOC III, 2 (1080-1085); MORRISSON 1970, 41/Cp/AE/191 (1081-1118)

Cl.K = DOC III, 2 (1085 ca.-1092 ca.); MORRISSON 1970 (1081-1118)

Cl.L = DOC III, 2 (1080?); MORRISSON 1970 (1081-1118)

Cl.M = DOC III, 2 (1080?)

Cl.N = DOC III, 2 (1075?)

 

 

 

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